Bianchi d’autore,
firmati Col Talmasso
più iconiche del vino friulano
Immersa tra le suggestive colline del Friuli, Col Talmasso incarna l’autentica anima della regione, valorizzando la ricchezza del terroir e la maestria artigianale tramandata da generazioni. Racchiuse tra l’abbraccio dell’arco alpino e del mare, prosperano vigne da cui nascono alcuni dei più celebri vini bianchi d’Italia. Assoluta protagonista fin dall’antichità, la vite ha raggiunto, in queste terre, vette d’eccellenza, declinate in vini eleganti e raffinati. I vini di Col Talmasso abbracciano le più celebri interpretazioni del vino friulano, dal Sauvignon allo Chardonnay, passando per l’immancabile Ribolla Gialla.
Da Aquileia romana ai monasteri medievali, fino alla spinta commerciale veneziana.
Nel 181 a.C. le legioni di Roma giungono in terra friulana, stabilendo la prima colonia della regione: l’antica Aquileia. Qui, lungo i pendii soleggiati dei Colli Orientali, i coloni romani introdussero la vite, che da allora ha sempre seguito i destini di questa terra di frontiera. La sua coltivazione resistette anche all’invasione dei longobardi, che compresero ben presto l’importanza del suo frutto.
Il vino continuò a prosperare anche nella seconda parte del Medioevo, grazie al rinnovato fervore economico che animò il Patriarcato di Aquileia. Durante questo capitolo della storia, i monasteri benedettini ricoprirono un ruolo fondamentale, grazie ai loro estesi possedimenti che non di rado annoveravano decine di ettari di vigne.
Sul volgere del XV secolo, la Repubblica Veneziana inglobò i territori friulani. La perizia commerciale dei veneziani, unita alla loro fitta rete mercantile, funse da trampolino di lancio per il vino friulano, che poté così raggiungere le tavole di tutto il Vecchio Continente.
Oggi, il Friuli è una delle regioni vinicole più importanti d’Italia, capace di integrare alla perfezione lo stile dei grandi vitigni internazionali con i vitigni autoctoni (quali il Friuliano e il Ribolla Gialla).



Eleganti, raffinati e profondamente identitari.
Pur possedendo una serie di ramificazioni, la denominazione Friuli DOC copre l’intero territorio regionale. Data la notevole estensione, la denominazione comprende una grande varietà di climi e paesaggi, dalle solenni vette dolomitiche fino all’Adriatico. L’assetto morfologico dà vita ad un ricco paesaggio in cui i rilievi montuosi e collinari sfumano nella pianura, con estati calde ma non afose e inverni freddi e mediamente piovosi.
Racchiuse tra l’abbraccio dell’arco alpino e del mare, prosperano vigne da cui nascono alcuni dei più celebri vini bianchi d’Italia. Assoluta protagonista fin dall’antichità, la vite ha raggiunto, in queste terre, vette d’eccellenza, declinate in vini eleganti e raffinati.
Varietà autoctona del Friuli, il Ribolla Gialla attraversa la storia della regione, incrociando i passi dei più insigni uomini del passato. Già nel Trecento, Giovanni Boccaccio annoverò il Ribolla tra i peccati di gola. Anche il duca d’Austria Leopoldo III d’Asburgo ne era un grande ammiratore, tanto da ordinare che ogni anno la regione gli fornisse 100 urne di questo vino.
Nel calice lascia apprezzare una luminosa tinta dorata, che preannuncia i suoi delicati sentori di fiori bianchi e agrumi, esaltati dal ricordo di erbe aromatiche e suggestioni minerali. Il sorso descrive un’esplosione di sapori agrumati, mela verde e pera, in equilibrio tra freschezza e carattere. Brio e armonia accompagnano la beva, invitando ad avvicinare il bicchiere, ancora una volta.
